Cinema tedesco

All’inizio del secolo il cinema tedesco è decisamnte ispirato dall’espressionismo e Il gabinetto del dottor Caligari (1919) ne è il simbolo. Il cinema spettacolare di Madame Dubarry (1919) e Anna Bolena (1920) fanno il successo e la fama di Ernst Lubitsch.

Nel 1922 Nosferatu di Friedrich Murnau è un esempio di sinfonia dell’orrore. Il ritorno alla “nuova oggettività” è rappresentato dalle opere di G.W. Pabst. come L’opera da tre soldi, realizzata in collaborazione con Brecht. Con l’avvento del sonoro arrivano anche i successi di Joseph von Sternberg, Slatan Dudow e Fritz Lang. Nell’immediato dopoguerra il cinema tedesco è in forte crisi, si salvano solamente poche opere, come quelle di Wolfgang Staudte e di Peter Lorre.

La ripresa si ha con i film “nouvelle vague” di Volker Schlondorff e Peter Fleischmann. Negli anni ’70 una nuova generazione di registi, come Rainer Werner Fassbinder, Werner Herzog e Wim Wenders, incarnano uno stile decadente e un umorismo nichilista di successo mondiale.

Nel 2003 arriva l’incredibile successo internazionale di Good Bye Lenin di Wolfgang Becker, dedicato alla Ostalgie tedesca, e il premiato Rosenstrasse di Margarethe von Trotta.